Lotta al doping

Oggi possiamo dire che c'è un doping diffuso!

  • Il doping c'è. E c'è anche l'abuso di farmaci. A tutti i livelli e in tutti gli sport.

  • Le sostanze dopanti non sono contenute solo nei farmaci previsti dall'antidoping ma anche in alcuni integratori (una ditta americana, colta in flagrante, produttrice di questi è stata condannata ad una forte multa, ha pagato e poi...)

  • Il concetto che gli «integratori» devono essere presi per forza e d'abitudine è confortato solo dal fatto che gli impegni sportivi (sempre per finalità economiche) sono troppo frequenti e pressanti. La vittoria sempre e a tutti i costi.

  • Questa cultura è penalizzante per gli allenatori che hanno sempre meno motivazioni e occasioni per farsi valere. Gli allenatori veri sono ormai i medici o i vari apprendisti-stregoni.

  • Le regole (in particolare modo nel mondo del calcio) vengono sconvolte, superate con grande disinvoltura e grande "faccia tosta" ostentando bugie, scuse, ignoranze, distorsioni della realtà. Molti calciatori dicono: «noi prendiamo solo sali minerali». Allora bisogna spiegare loro che tutti questi sali non servono agli atleti, ma solo a chi li produce per gonfiare il proprio portafoglio.

  • Se gli integratori sono privi di sostanze "forti" non sono pericolosi ma neanche utili. Se invece contengono sostanze efficaci evidentemente queste faranno innalzare, oltre la norma, i limiti dei valori ormonali stabiliti.

  • Si tenta (e si tenterà) di innalzare  le soglie dei valori ritenuti pericolosi per la salute degli atleti (es. sul nandrolone i calciatori sono invidiosi nei confronti dei loro colleghi ciclisti che, secondo le norme UCI, non vengono incriminati se non raggiungono i 5 nanogrammi invece dei 2 dei poveri calciatori). E' come se per evitare di stabilire che un tratto di mare è inquinato si innalzasse il numero di colibatteri che possono essere contenuti in un 1 cm cubo di acqua.

  • La cattiva cultura farmacologica che riscontravamo tre anni fa, oggi sta diventando pessima. Non c'è ragazza che non abbia in borsetta una bustina di antinfiammatorio, un analgesico, un tranquillante, un antidolorifico o un farmaco qualsiasi, ma d'altronde le loro madri e i loro padri si comportano alla stessa maniera.

  • I «pranzi sostitutivi», quei nauseabondi bibitoni chimici, spacciati per naturali, sono diventati la norma e il pasto sostitutivo tra poco sarà un piatto di spaghetti.

  • La difesa ad oltranza che fanno le squadre di calcio dei propri atleti sorpresi dall'antidoping equivale ad una confessione di responsabilità oggettiva che, purtroppo, nella giustizia sportiva - in questo caso - non viene contemplata. Però adesso c'è una legge antidoping e coloro che invitano gli atleti a doparsi possono andare in galera.

Mauro Pascolini, tratto da rivista "Universo Atletica", n° 21

 
 

Ultimo aggiornamento della pagina: 17-nov-2011